Il tumore del colon-retto rappresenta una delle neoplasie più frequenti nei Paesi occidentali, con maggiore incidenza nelle persone oltre i 60 anni. In Italia si registrano oltre 48.000 nuovi casi ogni anno, spesso diagnosticati in fase avanzata, e di cui un terzo di essi presenta già metastasi.
Si sviluppa nella parte terminale dell’intestino (colon ascendente, c. trasversale, c. discendente, c. sigmoideo, retto) e nella maggior parte dei casi origina dalla trasformazione di polipi intestinali, ossia escrescenze benigne presenti sulla mucosa intestinale, che nel tempo possono evolvere in lesioni maligne.
Quando diagnosticato in fase precoce, il tumore del colon-retto può essere trattato efficacemente, con una sopravvivenza media, a 5 anni dalla diagnosi, che supera il 90%. Se invece la diagnosi avviene in fase avanzata, la sopravvivenza media si riduce al 65%.
La prevenzione e la diagnosi precoce hanno un ruolo decisivo nel tumore del colon-retto e si fondano su due pilastri fondamentali:
- Adottare uno stile di vita sano, ossia seguire un’alimentazione equilibrata (ispirata alla dieta mediterranea, ricca di fibre, frutta, verdura e povera di grassi saturi e carni rosse o lavorate), praticare attività fisica regolare, mantenere un peso corporeo adeguato, non fumare e limitare il consumo di alcol.
- Aderire regolarmente ai programmi di screening, come la ricerca del sangue occulto nelle feci e la colonscopia (raccomandata a tutti a partire dai 50 anni), che permettono di individuare precocemente eventuali polipi o lesioni sospette.Inoltre, in presenza di una storia familiare di tumori intestinali o di condizioni come FAP (Poliposi adenomatosa familiare), sindrome di Lynch o malattie infiammatorie croniche intestinali, è importante consultare il proprio medico per anticipare o personalizzare i controlli. Tutto ciò consente di individuare la malattia nelle sue prime fasi, ossia quando le possibilità e l’efficacia di cura e guarigione sono più elevate, aumentando la qualità di vita.
