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Le neoplasie encefaliche comprendono un gruppo eterogeneo di tumori che originano nel cervello o, più raramente, si sviluppano a partire da cellule tumorali provenienti da altre sedi (forme secondarie o metastatiche). Si tratta di patologie relativamente rare, la cui evoluzione e gravità dipendono dalla tipologia, dalla localizzazione e dall’estensione della massa tumorale.

Tra le principali forme di tumori cerebrali primari rientrano i gliomi (astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, ependimomi), i meningiomi, i medulloblastomi, i neurinomi, i germinomi e i linfomi primitivi del sistema nervoso centrale.

Le cause delle neoplasie encefaliche non sono ancora del tutto note. Tuttavia, è stato osservato che un’esposizione pregressa a radiazioni ad alte dosi può rappresentare un fattore di rischio.

Inoltre, alcune malattie genetiche ereditarie – come la neurofibromatosi di tipo 1 e 2, la sindrome di Li-Fraumeni, di Turcot, di von Hippel-Lindau, di Cowden, di Gorlin e di Lynch – possono aumentare la predisposizione allo sviluppo di tumori cerebrali.

La sintomatologia può variare a seconda della sede e della dimensione della lesione, ma esistono segni comuni che possono far sospettare la presenza di una neoplasia cerebrale. Tra questi:

  • cefalea persistente
  • crisi epilettiche
  • nausea o vomito
  • difficoltà di linguaggio
  • disturbi della memoria e dell’equilibrio
  • cambiamenti del comportamento
  • problemi visivi o uditivi
  • confusione o disorientamento

L’insorgenza di uno o più di questi sintomi richiede un approfondimento specialistico.

La diagnosi delle neoplasie encefaliche, e in particolare delle recidive, prevede una visita neurologica accurata e l’esecuzione di esami strumentali di imaging come TC, Risonanza Magnetica e PET.

Queste indagini diagnostiche consentono di localizzare la massa, valutarne le dimensioni e monitorare l’evoluzione della malattia.

La strategia terapeutica viene sempre discussa in sede multidisciplinare per individuare l’approccio più adeguato in base al tipo di tumore, alla localizzazione e alle condizioni generali del paziente.

Nel caso di recidiva di neoplasia encefalica può essere indicata una rivalutazione del piano terapeutico. Tra le opzioni disponibili, l’adroterapia rappresenta una possibilità di trattamento avanzata, particolarmente utile per tumori radioresistenti, poiché consente di colpire selettivamente le cellule neoplastiche preservando i tessuti sani circostanti.

L’’oncologia medica di precisione ha aperto nuove prospettive anche nel trattamento e gestione delle neoplasie encefaliche. Attraverso lo studio delle caratteristiche genetiche e molecolari del tumore, è oggi possibile individuare bersagli specifici e adottare terapie personalizzate e mirate, migliorando l’efficacia dei trattamenti e la qualità di vita del paziente.

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Prof. Andrea Mancuso

Medico Chirurgo Specialista in Oncologia